La prima mischia è fra organizzazione e media, e anche qui non si
risparmiano colpi. Alla vigilia dell'inaugurazione della Coppa del mondo di
rugby, domani a Parigi, con Francia-Argentina, le tre principali
agenzie di stampa del mondo, The Associated Press, Agence France Press
e Reuters, minacciano di non coprire l'evento. Troppo restrittive, a loro
dire, le regole previste dagli organizzatori per la stampa.
Due in
particolare le regole che hanno provocato lamentele: il divieto di pubblicare
più di 40 immagini delle partite in corso, nonostante un accordo preliminare di
due settimane fa che prevedeva un "tetto" di 100, e il limite di tre minuti per
i video pubblicati su internet girati durante le conferenze stampa. La notiza,
riportata dal quotidiano argentino "La
Nacion", si è arricchita con il passare delle ore di particolari: la
protesta è partita dalla Ap che ha fatto sapere che i suoi giornalisti non
assisteranno a nessuna attività della Coppa del mondo fino a quando non sarà
risolta la disputa sugli accrediti con la giunta internazionale del rugby.
Reuters e Afp si sono associate alla decisione di sospendere i servizi. La Ap
'auspica' che ci sia un'immediata soluzione per poter tornare a coprire il
torneo che durerà sei settimane. Fino ad allora l'agenzia statunitense non
distribuirà notizie, foto e video delle partite alle migliaia di abbonati in
tutto il mondo.
La Reuters si associa e annuncia: sospendiamo la copertura mediatica delle
fasi introduttive ai match e degli allenamenti: "La Reuters - ha spiegato il
direttore Monique Villa - vorrebbe riprendere la copertura della Coppa del mondo
di rugby. Ma la libertà di stampa e la nostra integrità editoriale sono il cuore
del nostro lavoro e si devono rispettare". Anche l'agenzia fotografica European
Pressphoto ha sospeso la copertura fotografica degli allenamenti.
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